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La domanda avente ad oggetto la declaratoria di legittimità del recesso e/o la risoluzione del contratto preliminare di compravendita verte in ambito di rapporti obbligatori e contrattuali e non di diritti reali, pertanto non è soggetta a mediazione obbligatoria

Autore Francesca Pieri

09 03m 25

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Tribunale di Genova, Sez. I, 29.04.2024, sentenza n. 1346, giudice Stefania Cozzani

Con atto di citazione X (promissario acquirente) conveniva in giudizio Y e Z (promittenti venditori) deducendo l'inadempimento dei medesimi alle obbligazioni assunte con il preliminare di vendita di un immobile e chiedendo, previa declaratoria della legittimità del recesso esercitato, la restituzione del doppio della caparra versata; subordinatamente la risoluzione del preliminare per inadempimento con condanna dei medesimi al risarcimento dei danni.
L'inadempimento dei convenuti riguardava la sanatoria delle irregolarità urbanistiche e catastali dell'immobile per la data prevista per il definitivo.
I convenuti costituendosi preliminarmente eccepivano la improcedibilità della domanda per mancato esperimento del procedimento di mediazione obbligatoria e nel merito contestavano la domanda eccependo l’insussistenza di alcun inadempimento e/o violazione del principio di buona fede.
Quanto all’eccezione di improcedibilità, il giudice rileva che la domanda ha ad oggetto la declaratoria di legittimità del recesso e/o la risoluzione del contratto preliminare di compravendita e quindi, vertendo in ambito di rapporti obbligatori e contrattuali e non di diritti reali, non rientra nel novero dei diritti soggetti a mediazione obbligatoria ex art. 5 c. 1 D.Lgs. n. 28 del 2010.
Nel merito, il giudice accoglie la domanda attorea.°
  • Avv. Francesca Pieri

    Pisa

    Laureata a pieni voti all`Università di Pisa, esercito la professione di avvocato dall`anno 2007 nel campo del diritto civile, con particolare riguardo al settore del danno alla persona, delle successioni, delle obbligazioni e delle società. Ho deciso di diventare mediatrice civile perché mi piace quando il diritto si muove a braccetto con il buon senso, in un`ottica che valorizzi le relazioni sociali, economiche e giuridiche sussistenti tra le parti. La giustizia conciliativa che si attua con il procedimento di negoziazione permette alle parti di risolvere la loro problematica con un accordo avente la stessa efficacia di una sentenza resa dal Tribunale ma seguendo un procedimento più celere, più economico e, soprattutto, più etico. Nella mia stanza di mediazione le parti, assistite dai loro legali, sono assolute protagoniste ed io avrò cura di accompagnarle nel percorso di dialogo e di confronto reciproco. Le ascolterò senza emettere giudizi e favorirò l`emersione dei loro bisogni ed interessi, in modo tale da costruire insieme una soluzione che possa essere di loro piena soddisfazione.

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