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Improcedibile l’appello se nessuna delle parti dà seguito all’invito ad esperire la mediazione delegata

Autore Fabrizia Resta

07 02m 26

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Corte d’appello di Napoli, Sez. VII, 16.1.2026, sentenza n. 310, consigliere relatore Paola Mastroianni

 Un geometra conveniva un cliente innanzi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per sentirlo condannare al pagamento del compenso pattuito per l’incarico avente ad oggetto l'espletamento di pratiche tecniche e direzione lavori. Tale azione era stata preceduta da un tentativo di mediazione fallito per l’assenza della parte convocata. Il cliente convenuto eccepiva la prescrizione presuntiva ex art. 2956 n. 2 c.c. essendo trascorsi più di tre anni dal termine dell’incarico e il tribunale di Santa Maria Capua Vetere rigettava la domanda. Avverso tale sentenza il geometra interponeva appello avanti alla Corte d’appello di Napoli la quale, alla seconda udienza, demandava la mediazione presso un organismo accreditato ai sensi dell'art. 4 DLgs 28/2010, con onere di impulso a carico della parte più diligente entro il termine di 15 gg dalla comunicazione dell’ordinanza invitando, entrambe a dare prova del positivo ovvero negativo esperimento al fine di consentire l'adozione del provvedimento consequenziale opportuno.
L'appello viene ritenuto improcedibile in applicazione dell’art. 5quater D.Lgs. 28/2010. Le parti avevano depositato le note di trattazione per l'udienza di discussione ex artt. 127ter e 281sexies c.p.c., senza assolutamente dar conto dell'eventuale attivazione ed esito della demandata mediazione. Nessuna, insomma, aveva dato seguito all’invito della Corte. Le spese di lite, stante la soccombenza, vengono poste a carico di parte appellante, con la condanna al pagamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.°
 
  • Avv. Fabrizia Resta

    Lecce

    Ho deciso di diventare mediatore nel 2011. In tutta la mia storia professionale non ho mai smesso di credere quanto sia importante spingere le persone a muoversi oltre la sfera individuale, consentendo loro di riappropriarsi della propria responsabile capacità decisionale. Ho studiato e studio diritto dai tempi dell`università, sono avvocato dal 1993. Ho seguito il contenzioso nei primi anni di formazione e questo periodo mi è servito a capire che non sono fatta per litigare, ma per rielaborare il dialogo e la comunicazione al fine di raggiungere un accordo. Ho iniziato il tirocinio nello studio notarile nel 1989 e dal 1993 ho svolto e svolgo la mia attività in quest`ambito. La casistica umana mi arricchisce e l`esperienza maturata finora mi è servita molto. Cerco continuamente di perfezionarmi in organizzazione, comprensione e tolleranza. Un cliente dovrebbe scegliermi per l`entusiasmo e l`onestà morale che dedico alla mia missione lavorativa.

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